Rimborso fiscale bloccato: perché succede e come chiedere lo sblocco
Rimborso IRPEF bloccato per cartelle esattoriali? Scopri quando puoi chiedere lo sblocco ad AdER ai sensi dell’art. 28-ter DPR 602/1973
Sommario:
Rimborso fiscale bloccato: perché succede e come chiedere lo sblocco.
Che cosa prevede l’art. 28-ter
La compensazione è volontaria?
Perché un rimborso fiscale può essere bloccato?
1. Presenza di cartelle di pagamento non pagate.
2. Cartelle mai ricevute dal contribuente.
4. Debito annullato, sospeso o contestato.
7. Errori nei dati del contribuente.
Conviene accettare la compensazione?
Quando è opportuno non accettare subito.
Cosa succede se il contribuente rifiuta o non risponde?
Per quanto tempo il rimborso può restare bloccato?
Qual è la data da prendere in considerazione?
Come verificare se AdER ha iniziato un’azione esecutiva.
Quali documenti deve chiedere il contribuente?
Come chiedere lo sblocco del rimborso.
Fac-simile semplificato dell’istanza.
Cosa fare se AdER non risponde.
Il rimborso può essere bloccato per qualsiasi cartella?
Se rifiuto la compensazione ricevo subito il rimborso?
Cosa accade se non rispondo alla proposta?
Una rateazione regolare consente lo sblocco?
A chi deve essere presentata l’istanza?
Dopo quanto tempo si può contestare il blocco?
Rimborso fiscale bloccato: perché succede e come chiedere lo sblocco
Hai diritto a un rimborso fiscale, ma l’Agenzia delle Entrate non lo ha pagato perché risultano cartelle o altri debiti affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione?
In questi casi può essere stata attivata la procedura prevista dall’art. 28-ter del D.P.R. n. 602/1973.
Il blocco, però, non significa necessariamente che il rimborso sia stato perso. Il contribuente può verificare la correttezza della procedura, contestare eventuali errori e, quando ne ricorrono i presupposti, chiedere lo sblocco delle somme.
Che cosa prevede l’art. 28-ter
Prima di pagare un rimborso fiscale, l’Agenzia delle Entrate può verificare se il beneficiario abbia debiti affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione, comunemente indicata come AdER.
Se risultano debiti rilevanti ai fini della procedura, l’Agenzia delle Entrate può:
1. segnalare la posizione ad AdER;
2. mettere temporaneamente a disposizione di AdER le somme destinate al rimborso;
3. sospendere il pagamento al contribuente.
AdER deve quindi comunicare al contribuente una proposta di compensazione tra:
· il rimborso fiscale spettante;
· i debiti risultanti dalle cartelle o dagli altri carichi affidati alla riscossione.
Il contribuente ha normalmente 60 giorni per comunicare se intende accettare la proposta.
La compensazione è volontaria?
Sì. La compensazione prevista dall’art. 28-ter è definita dalla legge come volontaria.
Questo significa che AdER non può considerare automaticamente accettata la proposta. Il contribuente deve manifestare la propria adesione.
Se la proposta viene accettata, il rimborso viene utilizzato per pagare, totalmente o parzialmente, i debiti indicati nella comunicazione.
Se invece il contribuente rifiuta o non risponde entro 60 giorni, la compensazione volontaria non si perfeziona. AdER può però valutare l’avvio di un pignoramento del credito vantato dal contribuente nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.
Per questo motivo non è consigliabile ignorare la comunicazione ricevuta.
1. Presenza di cartelle di pagamento non pagate
La causa più comune è la presenza di una o più cartelle, avvisi esecutivi o altri debiti affidati ad AdER e non ancora pagati.
Prima di accettare la compensazione, è opportuno controllare:
· da quale ente deriva il debito;
· quando è stata notificata la cartella;
· quale importo rimane da pagare;
· se sono stati conteggiati correttamente interessi e sanzioni;
· se il debito è ancora dovuto;
· se sono intervenuti pagamenti, sgravi o prescrizioni.
La disciplina introdotta dal D.Lgs. n. 110/2024 fa riferimento, per i rimborsi superiori a 500 euro comprensivi di interessi, all’inadempimento derivante dalla notifica di una o più cartelle. L’art. 16 del D.Lgs. n. 110/2024 dispone che le nuove regole acquistino efficacia dal sessantesimo giorno successivo all’entrata in vigore del regolamento ministeriale previsto dall’art. 28-ter, comma 6, al momento non ancora emanato. Non è quindi corretto applicare automaticamente la disciplina riformata senza verificare la data del procedimento e l’intervenuta operatività delle disposizioni attuative.
2. Cartelle mai ricevute dal contribuente
Può accadere che il contribuente scopra l’esistenza delle cartelle soltanto quando il rimborso viene bloccato.
In questo caso bisogna chiedere ad AdER:
· copia della cartella;
· copia della relata o della ricevuta di notifica;
· indicazione dell’indirizzo o della PEC utilizzati;
· data e modalità della notifica.
Non è sufficiente dichiarare di non ricordare la cartella. Bisogna verificare documentalmente se la notifica sia stata eseguita in modo corretto.
Se la cartella non è stata validamente notificata, il contribuente può valutare la contestazione del debito e chiedere lo svincolo del rimborso.
3. Debito già pagato
A volte il rimborso viene bloccato anche se il contribuente ha già pagato.
Può accadere quando:
· il versamento non è stato ancora registrato;
· il pagamento è stato attribuito a una cartella diversa;
· l’ente creditore non ha comunicato lo sgravio;
· il contribuente ha pagato direttamente all’ente;
· la banca dati di AdER non è stata aggiornata;
· il medesimo importo è stato richiesto due volte.
In questi casi occorre inviare ad AdER e all’ente creditore:
· ricevute di pagamento;
· modelli F24;
· quietanze;
· provvedimenti di sgravio;
· eventuali comunicazioni ricevute dall’ente.
Nell’istanza si deve chiedere l’aggiornamento della posizione e lo sblocco del rimborso.
4. Debito annullato, sospeso o contestato
Il debito potrebbe essere stato:
· annullato dall’ente creditore;
· sospeso da un giudice;
· sospeso dall’Amministrazione;
· contestato con un ricorso;
· oggetto di una domanda di annullamento in autotutela.
La semplice presentazione di un ricorso o di un’istanza di autotutela, tuttavia, non sospende sempre la riscossione.
Per ottenere lo sblocco è quindi importante allegare un vero e proprio provvedimento di sospensione o di annullamento. Se il provvedimento esiste, AdER deve aggiornare la posizione e verificare se il blocco possa ancora essere mantenuto.
5. Rateazione in corso
Se il debito è compreso in una rateazione e le rate vengono pagate regolarmente, il contribuente può chiedere il riesame del blocco.
Alla richiesta dovrebbero essere allegati:
· il provvedimento di accoglimento della rateazione;
· il piano delle rate;
· le ricevute dei pagamenti;
· il prospetto aggiornato della posizione;
· la prova che non si è verificata la decadenza.
Bisogna però controllare se esistano altre cartelle non comprese nella rateazione. La regolarità del piano, da sola, potrebbe non essere sufficiente se vi sono ulteriori debiti scaduti.
6. Definizione agevolata
Anche i debiti inseriti in una definizione agevolata possono incidere sul rimborso.
Occorre verificare:
· se la definizione sia ancora valida;
· se tutte le rate siano state pagate;
· se il contribuente sia decaduto dalla procedura;
· se AdER abbia aggiornato la posizione.
Se i pagamenti sono regolari, il contribuente può domandare il riesame del blocco, allegando la documentazione relativa alla definizione agevolata.
7. Errori nei dati del contribuente
Il blocco può dipendere anche da errori, come:
· omonimia;
· codice fiscale errato;
· debito riferibile a un’altra persona;
· errata attribuzione di una posizione ereditaria;
· duplicazione di un carico;
· responsabilità solidale indicata in modo non corretto.
In queste situazioni bisogna rivolgersi sia ad AdER sia all’ente titolare del credito.
AdER gestisce la riscossione, ma spesso è l’ente creditore a dover correggere o annullare il debito.
Conviene accettare la compensazione?
Dipende dalla situazione concreta.
Quando può essere conveniente accettare
L’accettazione può essere conveniente quando:
· il debito è effettivamente dovuto;
· la cartella è stata regolarmente notificata;
· non risultano pagamenti o sgravi;
· non vi sono valide ragioni per contestare la pretesa;
· il contribuente preferisce utilizzare il rimborso per ridurre il debito.
Prima di accettare, è comunque opportuno controllare tutti gli importi.
Quando è opportuno non accettare subito
È consigliabile effettuare ulteriori verifiche quando:
· la cartella non è mai stata ricevuta;
· il debito potrebbe essere prescritto;
· il pagamento è già stato effettuato;
· esiste una sospensione;
· il carico è stato annullato o sgravato;
· la somma richiesta non è corretta;
· il debito appartiene a un altro soggetto.
L’accettazione della proposta potrebbe rendere più difficile una successiva contestazione.
In presenza di dubbi è quindi preferibile acquisire prima tutta la documentazione.
Cosa succede se il contribuente rifiuta o non risponde?
Se il contribuente rifiuta la proposta o non risponde entro il termine, la compensazione volontaria non viene effettuata.
Questo, però, non comporta necessariamente il pagamento immediato del rimborso.
AdER può decidere di avviare un’azione esecutiva sul credito fiscale, cioè un pignoramento del credito che il contribuente vanta verso l’Agenzia delle Entrate. In questo caso possono aggiungersi ulteriori spese.
La mancanza di risposta non offre quindi un particolare vantaggio. Se non si vuole accettare la compensazione, è preferibile inviare un rifiuto espresso e motivato.
Per quanto tempo il rimborso può restare bloccato?
L’art. 28-ter, comma 4, nel testo modificato dal D.Lgs. n. 110/2024, prevede che, in caso di rifiuto o mancata risposta, le somme possano rimanere a disposizione di AdER:
fino al 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui sono state messe a disposizione, per consentire l’avvio dell’azione esecutiva.
La norma individua quindi una scadenza precisa.
Attenzione: il termine non è sempre di un anno esatto
Non bisogna calcolare semplicemente dodici mesi.
Per esempio:
· rimborso messo a disposizione di AdER il 10 gennaio 2025: la scadenza indicata dalla norma è il 31 dicembre 2026;
· rimborso messo a disposizione il 20 dicembre 2025: la scadenza rimane il 31 dicembre 2026.
Nel primo caso il periodo è di quasi due anni. Nel secondo caso è di poco superiore a un anno.
La semplice circostanza che siano trascorsi dodici mesi, quindi, non è sempre sufficiente per ottenere lo sblocco.
Qual è la data da prendere in considerazione?
La data importante è quella in cui il rimborso è stato messo a disposizione di AdER.
Non bisogna confonderla con:
· la data di presentazione della dichiarazione;
· la data in cui il rimborso è stato riconosciuto;
· la data di affidamento della cartella ad AdER;
· la data della proposta di compensazione;
· la data in cui il contribuente ha rifiutato la proposta.
Questo è un punto fondamentale. Il termine previsto dalla legge non decorre dall’affidamento del debito ad AdER, ma dalla messa a disposizione delle somme da rimborsare.
La data dovrebbe essere richiesta espressamente ad AdER o all’Agenzia delle Entrate.
Come verificare se AdER ha iniziato un’azione esecutiva
Il semplice fatto che il rimborso risulti ancora bloccato non dimostra che sia stato avviato un pignoramento.
Il contribuente ha diritto di sapere:
· se è stata iniziata un’azione esecutiva;
· in quale data;
· per quale importo;
· in relazione a quali cartelle;
· quale atto è stato notificato;
· chi ha ricevuto la notifica;
· se il credito fiscale è stato effettivamente pignorato.
È quindi opportuno presentare un’istanza di accesso agli atti.
Quali documenti deve chiedere il contribuente?
La richiesta può riguardare:
1. la segnalazione trasmessa dall’Agenzia delle Entrate ad AdER;
2. la data di messa a disposizione del rimborso;
3. la proposta di compensazione;
4. la prova della sua notifica;
5. l’eventuale risposta del contribuente;
6. le comunicazioni inviate da AdER all’Agenzia delle Entrate;
7. gli eventuali atti di pignoramento;
8. le prove della notifica degli atti esecutivi;
9. la movimentazione contabile delle somme;
10. l’indicazione dell’attuale causa del blocco.
Come chiedere lo sblocco del rimborso
Se è scaduto il termine previsto dalla legge e AdER non ha avviato alcuna azione esecutiva, il contribuente può presentare una formale istanza di svincolo.
La richiesta dovrebbe essere inviata:
· ad AdER, per ottenere la liberazione delle somme;
· all’Agenzia delle Entrate, per riattivare il pagamento;
· all’eventuale ente creditore, se il problema riguarda la validità del debito.
Fac-simile semplificato dell’istanza
OGGETTO: Richiesta di sblocco del rimborso fiscale ai sensi
dell’art. 28-ter del D.P.R. n. 602/1973
Il/La sottoscritto/a _______________________________,
codice fiscale ____________________________________,
PREMESSO CHE
- risulta titolare di un rimborso fiscale relativo all’anno ______,
dell’importo di euro __________________;
- il rimborso è stato messo a disposizione dell’Agenzia delle
entrate-Riscossione in data __________________;
- è stata ricevuta una proposta di compensazione ai sensi
dell’art. 28-ter del D.P.R. n. 602/1973;
- la proposta non è stata accettata;
- non risulta notificato alcun atto di pignoramento del credito;
- risulta decorso il termine previsto dall’art. 28-ter, comma 4,
del D.P.R. n. 602/1973, se applicabile alla presente procedura;
CHIEDE
1. di conoscere se sia stata avviata un’azione esecutiva sul rimborso;
2. di conoscere la data di avvio dell’eventuale azione esecutiva;
3. di ricevere copia degli atti esecutivi e delle relative notifiche;
4. in mancanza di un’azione esecutiva tempestivamente avviata,
l’immediato svincolo del rimborso;
5. la restituzione delle somme alla disponibilità dell’Agenzia
delle Entrate;
6. la trasmissione all’Agenzia delle Entrate della comunicazione
necessaria per consentire il pagamento;
7. l’indicazione del responsabile del procedimento;
8. l’adozione di una risposta espressa e motivata.
La presente richiesta vale anche, se necessario, come istanza
di accesso agli atti relativi alla procedura di compensazione,
alla movimentazione del rimborso e agli eventuali atti esecutivi.
Luogo e data
Firma
``
Quali documenti allegare
È consigliabile allegare:
· documento di identità;
· codice fiscale;
· comunicazione relativa al rimborso;
· proposta di compensazione;
· copia del rifiuto eventualmente inviato;
· ricevute PEC;
· schermata del Cassetto fiscale;
· situazione debitoria aggiornata;
· quietanze di pagamento;
· piano di rateazione;
· provvedimenti di sospensione o sgravio;
· eventuali sentenze;
· indicazione dell’IBAN comunicato all’Agenzia delle Entrate.
Cosa fare se AdER non risponde
Se AdER non risponde o fornisce una risposta generica, il contribuente può:
1. inviare un sollecito tramite PEC;
2. chiedere una risposta espressa e motivata;
3. presentare un reclamo attraverso i canali di assistenza di AdER;
4. rivolgersi al Garante del contribuente, nei limiti delle sue competenze;
5. inviare una formale diffida;
6. valutare con un avvocato l’azione giudiziaria più adatta.
Il rimedio giudiziario dipende dal problema concreto.
È infatti necessario distinguere tra:
· contestazione del debito;
· mancata notifica della cartella;
· prescrizione;
· opposizione al pignoramento;
· mancato svincolo amministrativo;
· mancato pagamento di un rimborso già riconosciuto.
Il rimborso può essere bloccato per qualsiasi cartella?
La risposta dipende dalla disciplina applicabile alla procedura, dalla natura del debito e dalla sua situazione. È necessario verificare almeno la notificazione della cartella, l’effettiva inadempienza, l’eventuale sospensione e la presenza di una rateazione regolare.
Se rifiuto la compensazione ricevo subito il rimborso?
Non necessariamente. Dopo il rifiuto, AdER può conservare temporaneamente le somme per l’avvio dell’azione esecutiva, nei limiti e nei termini consentiti dalla disciplina applicabile.
Cosa accade se non rispondo alla proposta?
La mancata risposta entro il termine previsto equivale alla mancata adesione. Non determina, da sola, l’accettazione della compensazione, ma consente la prosecuzione dell’attività di riscossione secondo le regole applicabili.
Una rateazione regolare consente lo sblocco?
Può costituire un valido motivo per chiedere lo svincolo, soprattutto se non vi sono rate scadute. Lo sblocco, però, potrebbe non essere automatico e deve essere richiesto espressamente ad AdER, allegando il piano e le quietanze.
A chi deve essere presentata l’istanza?
L’istanza principale va presentata ad AdER, che dispone materialmente delle somme. È opportuno inviare una richiesta parallela anche all’Agenzia delle Entrate competente per l’erogazione del rimborso.
Dopo quanto tempo si può contestare il blocco?
Il termine deve essere individuato in base alla data di messa a disposizione del credito e alla disciplina temporalmente applicabile. La riforma del 2024 contempla, a determinate condizioni, il limite del 31 dicembre dell’anno successivo a quello della messa a disposizione, ma la sua efficacia deve essere coordinata con la disciplina transitoria e con il regolamento attuativo, allo stato non ancora emanato.
In sintesi
Quando un rimborso viene bloccato, il contribuente dovrebbe:
1. controllare il rimborso nel Cassetto fiscale;
2. verificare le cartelle presenti presso AdER;
3. chiedere la prova della notifica dei debiti;
4. controllare pagamenti, sospensioni, sgravi e rateazioni;
5. accertare la data esatta di messa a disposizione del rimborso;
6. verificare se AdER abbia avviato un vero pignoramento;
7. calcolare correttamente la scadenza prevista dalla legge;
8. presentare l’istanza di svincolo sia ad AdER sia all’Agenzia delle Entrate.
Conclusioni
Il rimborso bloccato non è necessariamente perduto.
AdER deve poter indicare il motivo del blocco e, in caso di rifiuto della compensazione, deve dimostrare se abbia avviato tempestivamente un’azione esecutiva sul credito.
Se è trascorso il termine applicabile e non è stato iniziato alcun pignoramento, il contribuente può chiedere lo svincolo delle somme, la loro restituzione alla disponibilità dell’Agenzia delle Entrate e il successivo pagamento del rimborso.
È però essenziale calcolare correttamente il termine: non conta semplicemente il decorso di un anno dall’affidamento della cartella, ma la data in cui il rimborso è stato messo a disposizione di AdER e, secondo il nuovo testo del comma 4, il 31 dicembre dell’anno successivo.
Avvertenza
Questo articolo fornisce informazioni generali e non sostituisce l’esame del singolo caso. La disciplina applicabile può cambiare in base alla data di avvio della procedura, alle disposizioni transitorie, alla natura del debito e agli eventuali atti esecutivi già notificati. Non esitare a contattare questo studio tramite questo sito per una consulenza gratuita sul tuo caso concreto.
Studio Legale Tributario











